La Bio- Integrazione-Dinamica integra alla Tavola di Reckeweg le ultime teorie e scoperte scientifiche.
Utilizzare il modello della Bio-Integrazione-Dinamica per produrre una diagnosi permette di analizzare la persona in maniera davvero olistica osservandone il sistema di base, il funzionamento del suo cervello triadico, i foglietti embrionali coinvolti nella discrasis, il livello di modulazione del sistema Neurovegetativo e i fattori ereditari, costituzionali e iatrogeni.

La Tavola delle Omotossicosi, raccoglie il patrimonio diagnostico dell’Omeopatia, i fondamenti dell’Embriologia, le moderne acquisizioni di semeiotica medica e di fisiopatologia.
In base alla Tavola, a seconda dell’ entità dell’ aggressione e dell’integrità del sistema difensivo (che Reckeweg chiama Sistema della Grande Difesa), l’ organismo manifesta quadri clinici differenti che si possono agevolmente classificare in 6 fasi.
Le prime tre fasi, dette umorali, coinvolgono solo il tessuto connettivo e quindi la funzionalità cellulare e costituiscono una fase benigna della malattia con prognosi favorevole e possibilità di auto-guarigione. Si articolano in una fase di escrezione in cui l’ equilibrio è perfetto, una fase di infiammazione in cui l’ organismo si attiva per espellere le tossine e una fase di accumulo in cui le tossine vengono mantenute all’interno dell’organismo.
Nelle tre fasi successive dette cellulari si ha una modificazione della struttura cellulare dovuta alla penetrazione della tossina all’interno della cellula per cui si passa da una fase di imbibizione fino alla degenerazione e alla neoplasia.
Lo scopo è quello di indurre una regressione (vicariazione regressiva) del processo patologico ed impedire la progressione (vicariazione progressiva).

Integrando la Tavola delle omotossicosi alla teoria della stratificazione del cervello, si ha una lettura ancora più complessa dell’evoluzione della malattia.

Nelle prime due fasi di Reckeweg (espulsione e infiammazione) si ha un andamento che riguarda fondamentalmente la corteccia cerebrale in cui c’è ancora una relazione dell’Io con l’esterno. Il secondo livello evolutivo corrispondente al cervello mammaliano, nella tavola di Reckeweg si rapporta con le fasi di accumulo e di imbibizione.

Dal punto di vista organico, in queste fasi, il tessuto intercellulare, (il tessuto connettivo che costituisce un grosso sistema di comunicazione), viene saturato, si impregna di sostanza tossinica e comincia ad impregnarsi a livello intracellulare. Quando invece si entra nella fase cellulare, dove ormai la tossicosi interessa la cellula, abbiamo due fasi (degenerativa e neoplastica) che corrispondono al cervello rettiliano.

Leggendo la tavola in un ottica psicologica le prime due fasi corrispondono ad un funzionamento di tipo nevrotico, la terza e la quarta ad un funzionamento borderline, le ultime due alla psicosi dell’organismo.
Ovvero, qualsiasi relazione con l’ esterno comporta una crisi la quale può trasformarsi in un blocco o in una reazione e quindi in una evoluzione: in specifico, nell’infiammazione l’ organismo entra in conflitto con il Non-Sé e si difende; nell’accumulo e nell’impregnazione le tossine vengono ad accumularsi nell’organismo che non riesce a difendersi; nelle ultime fasi il Non-Sè accolto come fosse parte del Sé e si hanno deliri e allucinazioni.

Nel corso della filogenesi l’ uomo è diventato un essere sempre più complesso, l’ unico dotato di coscienza e delle dimensioni dello spazio e del tempo che sono il risultato dello sviluppo della neo-corteccia.
Il nostro cervello si è formato nel corso dello sviluppo della specie attraverso l’aggiunta e l’ integrazione di strati che lo rendono sempre più specializzato: nell’uomo sono presenti e attivi tre strati: cervello rettiliano, cervello mammaliano e neocortex.
Secondo Haeckel, ciascun individuo, partendo dalla cellula uovo fecondata, ripercorre nella vita intrauterina e nel corso del suo sviluppo ontogenetico una serie di trasformazioni e di stadi già percorsi dagli antenati durante l’ evoluzione della specie.
Secondo MacLean la personalità umana risulta molto complessa proprio perché esprime tutti i comportamenti dei vertebrati, da quelli più istintivi legati alla auto-conservazione a quelli dominati dall’emotività a quelli più propriamente umani.
La prima stratificazione corrisponde al cervello rettiliano: è la parte più interna del cervello umano e più antica della specie ed è composta da tronco encefalico, mesencefalo, midollo allungato. E’ deputato alle funzioni istintuali e di sopravvivenza, controlla il respiro e il battito cardiaco. Il suo obiettivo è la sopravvivenza. Corrisponde nell’ontogenesi al periodo che va dalla fecondazione al settimo mese di vita.
Il secondo strato si è formato con la comparsa dei mammiferi ed è chiamato cervello mammaliano ed è composto dal sistema limbico. Da quel momento in poi si ha una dimensione emotivo-affettiva che promuove l’ attaccamento e quindi provvedendo alla cura dei piccoli permette una maggiore possibilità di sopravvivenza e di adattamento all’ambiente. Da qui partono le proto-mega-emozioni non elaborate: es: la paura che ha una funzione di sopravvivenza poiché attiva velocemente una risposta di attacco o di fuga di fronte ad un pericolo. Il suo obiettivo è il piacere. Corrisponde al periodo ontogenetico che va dai sette ai dodici mesi di vita.
Il terzo strato detto neo-cortex si forma con la comparsa dei mammiferi evoluti ed è composto dalla neocorteccia cerebrale ed è deputato al ricordo, all’organizzazione, alla comunicazione e alla simbolizzazione. Con lui compare la coscienza, l’ Io, le dimensioni dello spazio e del tempo e l’ angoscia di morte. Il suo obiettivo è perseguire l’ utile e il giusto.
L’Omeopatia antiomotossica o Omotossicologia (etimologicamente: studio dei fattori tossici per l’uomo) ha il merito di avere dato un fondamento scientifico all’omeopatia e identifica nelle “omotossine” la causa cui ricondurre eziologicamente tutte le malattie.
Qualunque organismo è continuamente attraversato da un’ enorme quantità di tossine esogene (batteri, virus, tossine alimentari, fattori di inquinamento ambientale, cataboliti di farmaci di sintesi, stress emotivi, ecc.) ed endogene (prodotti intermedi dei diversi metabolismi).
In accordo alla teoria di von Bertanlanffy, secondo cui l’ organismo è un sistema di flusso in equilibrio dinamico, se l’ omotossina non è particolarmente “virulenta” e se i sistemi emuntoriali sono efficienti, essa attraversa l’ organismo-sistema di flusso senza determinare alcuna interferenza nella sua omeostasi, che resta pertanto nella condizione di equilibrio, cioè di salute.
Se invece la tossina è particolarmente “aggressiva” o i sistemi di drenaggio emuntoriale non sono efficienti, si determina un’ alterazione dell’equilibrio, che l’ organismo, nella sua naturale tendenza verso il mantenimento o il ripristino della sua “omeostasi ristretta” (Laborit), cercherà di compensare innescando meccanismi supplementari di tipo auto-difensivo: le malattie.
Per citare il padre dell’Omotossicologia: “le malattie sono l’espressione della lotta dell’organismo contro le tossine, al fine di neutralizzarle ed espellerle; ovvero sono l’espressione della lotta che l’organismo compie naturalmente per compensare i danni provocati irreversibilmente dalle tossine” (1952, Reckeweg).
Come è facile intuire si tratta di una visione biologica del processo di guarigione: con i farmaci omotossicologici si stimola la capacità di auto-guarigione del paziente attraverso il ripristino delle sue capacità metaboliche, enzimatiche, immunologiche, emuntoriali, giungendo alla definitiva eliminazione del carico tossico responsabile del quadro morboso, cioè alla vera guarigione.
Ben altra direttrice seguono, viceversa, i farmaci di sintesi: la soppressione dei sintomi conduce ad un approfondimento della patologia nell’organismo, al blocco della sua capacità reattiva e spesso, alla cronicizzazione della malattia.
La malattia può colpire a livello dell’ectoderma, del mesoderma o dell’endoderma, e questo è un’ altro aspetto di cui tiene conto la diagnosi bio-dinamica integrata.
Dal foglietto embrionale ectodermico si originano cute, unghie, capelli, sottocute, il sistema nervoso centrale e periferico e il sistema sensoriale.
Dal mesoderma si sviluppano il sistema locomotore (ossa, cartilagini, articolazioni, tessuto connettivo, muscoli), il sistema circolatorio (cuore, arterie, vene, vasi linfatici), l’apparato urogenitale (reni, vescica, organi sessuali), il sangue, il sistema linfatico e immunitario.
Dall’endoderma hanno origine l’ apparato respiratorio (orecchio, naso e gola, bronchi e polmoni), l’ apparato gastroenterico (bocca, lingua, mascella, esofago, stomaco, duodeno, intestino, fegato e colecisti, pancreas) e il sistema endocrino (ipotalamo, ipofisi, pancreas e surreni).

Infine, nella diagnosi si tiene conto della modulazione del Sistema Neurovegetativo:
L’ uomo entra in contatto con il suo ambiente attraverso cibo, aria ed emozioni scegliendo cosa utilizzare e cosa scartare.
A livello organico è il metabolismo che tramite anabolismo e catabolismo fa le sue scelte, le quali però sono condizionate dal Sistema Nervoso Autonomo o Neurovegetativo che tramite ipotalamo, ipofisi ed epifisi stimola le ghiandole endocrine che sono deputate al funzionamento dell’organismo.
Il Sistema Neurovegetativo è composto dal Sistema Simpatico e Parasimpatico che funzionano in maniera opposta e complementare: il primo regola tutte le attività relazionali, mentre il secondo tutte quelle vegetative quali respirazione, ritmo sonno-veglia ecc. Ognuno di noi tende però ad avere una prevalenza di un sistema sull’ altro e in base a questa si definiscono tipi IPER (prevalenza del Simpatico) e IPO (prevalenza del Parasimpatico).
La visione olistica e integrata è oggi supportata scientificamente e arricchita dalle ricerche della PNEI (Psico-neuro-endocrino-immunologia): l’individuo viene visto come un sistema complesso composto da più dimensioni interagenti (corporea, energetica, emotiva, mentale, relazionale, spirituale).
Se il flusso di informazioni viene condiviso in modo sincronico e coerente dai principali sistemi di regolazione dell’organismo (psichico-nervoso, endocrino e immunitario =PNEI), l’individuo sperimenta piacere, salute e benessere. 
Se la comunicazione si interrompe o è alterata o parziale si genera frammentazione, malessere e malattia.

Dr.ssa Laila Gamberi