Chiara è la mamma di due bambini di 2 e 4 anni.

Oggi è venuta da me rammaricata perchè al parco ha incontrato una mamma “perfetta”: questa mamma aveva la messa in piega ed era vestita in modo curato, la sua bambina aveva un vestitino immacolato e faceva merenda con un succo di frutta biologico.

Chiara invece era seduta a terra con i suoi due bambini, tutti e due molto sporchi, a giocare con la terra insieme a loro ed era anche lei sporca e spettinata e si era “dimenticata anche di portare l’ acqua”, come mi dice con tono colpevole.

Chiara si sente inadeguata e ha l’ impressione di non arrivare mai a fine giornata avendo fatto tutto quello che doveva fare.

Mi ci vuole un po’ per farla riflettere sul fatto che i bambini hanno principalmente bisogno di giocare e che quindi, in quel momento, erano i suoi figli in una “situazione perfetta”.

Questo suo racconto ci porta a riflettere sull’ importanza di quanto giocare, sporcarsi, agire da bambini sia connesso al coraggio da grandi di affrontare le varie situazioni mettendo in conto anche il “fallimento”, anche l’ errore, e la possibilità, del tutto umanamente realistica, di non essere “perfetti”.

Se abbiamo sin da piccoli la possibilità di “provarci”nelle varie situazioni attraverso il gioco, di sbagliare di litigare e risolvere i conflitti con gli altri bambini, si sviluppa quella sicurezza necessaria per avere da grandi il coraggio di “agire”, “fare”.

Il “bambino perfetto”, la “mamma perfetta”, la “persona perfetta” sono delle maschere molto comuni, e forse fra le piu’ pesanti che possiamo portare:

  • per far si che tutto intorno a noi sia perfetto dobbiamo esercitare un grande controllo sull’ ambiente e sugli altri;
  • inoltre , assumerci questo compito, richiede un notevole autocontrollo e un grande dispendio di energia;
  • non tenendo conto di tutti i fattori sui quali non possiamo esercitare il nostro controllo possiamo ritrovarci a veder crollare miseramente tutto il nostro lavoro;
  • l’ illusione di poter “controllare” tutto ciò che è intorno a noi può portare alla convinzione che fare o non fare alcune cose possa influenzare il corso degli eventi. Questo meccanismo di iper-controllo può portare al disturbo ossessivo-compulsivo caratterizzato dalla messa in atto di una serie di rituali sempre piu’ ossessivi
  • l’ ansia e l’ insicurezza, che sono la causa, ma che in maniera circolare, diventano anche l’ effetto di questo modo di gestire la propria vita, possono diventare veramente invalidanti.