Di attacchi di ansia e di panico ne soffre sempre un maggior numero di persone.

L’ attacco di panico genera uno spavento davvero forte: in un primo momento alcuni pensano che stanno per avere un infarto o che comunque sta avvenendo loro qualcosa di davvero grave.

Le cause possono essere molte ma a volte è il ritmo di vita che teniamo a scatenarlo: incentrare tutta la nostra vita su ciò che dobbiamo fare ci fa perdere di vista quello che volgiamo fare.

Il regno del “DEVO” è quello del Super-Io, quello del “VOGLIO” è l’ Es.

Ascoltando soltanto i comandi del Super-Io ci allontaniamo dalla nostra parte più profonda, l’ Es appunto, considerato da Jung, la sede della nostra energia vitale.

L’ attacco di panico è il male del nostro secolo, un secolo in cui la vita non è più regolata sui ritmi delle stagioni e quindi sui ritmi fisiologici di attività e riposo, ma su quello che che la nostra società ci richiede di essere: “efficaci”, “efficienti”, “connessi”.


Il primo consiglio che mi viene da dare a chi viene da me con questi problemi è: “butta via tutto ciò che non è strettamente necessario!”.

Fatto questo, spesso, il ritmo di vita non è ancora abbastanza umano.

Da qui il secondo consiglio: “ritagliati piccoli spazi per il piacere, ti ricordi cosa ti faceva piacere fare prima di cadere nel tunnel dell’efficacia-efficienza-perfezione del tutto disumana?”


Da qui in poi, appena ci siamo ricordati che siamo persone con dei desideri, ci siamo riappropriati del piacere inizia la seconda parte del lavoro: quello di aiutare la persona a fare una contrattazione tra le regole e i “devo” del Super-Io e l’ Es che con l’ attacco di panico ha gridato forte: “EHI! CI SONO ANCHE IO, MI STATE UCCIDENDO! SONO FATTO DI DESIDERI E DI FORZA VITALE, QUELLA CHE SE L’ASCOLTI PORTA AD REALIZZARTI!”…