Alessandro è un bambino di quattro anni molto vivace e con qualche problema a scuola.

Potremmo dire infatti che piu’ che vivace Alessandro sia iperattivo: non sta mai fermo, non tollera di stare seduto e si agita nella sedia anche se deve starci per pochi minuti, preferisce i giochi di movimento e in particolare gli piace giocare in giardino dove può correre.

La sua agitazione, spesso, si autoalimenta: le attività libere di sfogo non lo rendono piu’ calmo anzi deve essere richiamato perchè le sue attività diventano pericolose per lui o per altri bambini.

Questi richiami sono frustranti per lui, piu’ che per gli altri bambini, ma anche lui, anche se piccolo, si rende conto che il suo comportamento lo mette spesso in conflitto coi compagni che tendono a respingerlo o a dargli la colpa di tutto quello che succede a scuola.

Come molti bambini che hanno queste caratteristiche, le insegnanti cominciano ad osservare qualche problema di attenzione che in futuro potrebbe creargli dei problemi.

Potrebbe essere un bambino con ‘disturbo di iperattività e attenzione’.

In attesa di definire la diagnosi, decidiamo con i genitori e le insegnanti di aiutarlo subito con un intervento educativo che cerchi di insegnargli a contenere la sua agitazione, a dare un significato alle emozioni che prova, a fermarsi e riflettere sulle conseguenze delle azioni…

Alcuni interventi da mettere in atto in questi casi sono molto semplici:

  • quando Alessandro fa male a qualche compagno perchè si è mosso senza la giusta attenzione o ha agito in maniera impulsiva, gli adulti lo devono portare in un posto dove può ascoltare quello che gli diranno senza che lui si distragga. Devono porsi all’ altezza del bambino e parlargli con calma e fermezza guardandolo negli occhi ed eventualmente tenerlo per le spalle in modo contenitivo ( non forzato!) invitandolo a spiegare cosa è successo e chiedendogli di spiegare bene se per l’ agitazione tende a non voler parlare o piange. Il messaggio che deve arrivargli è che noi abbiamo tutto il tempo per ascoltarlo e che non siamo lì per fare i giudici ma per capire cosa è successo. Quello che succede spesso, infatti, è che il bambino diventi il capro espiatorio di tutte le malefatte.

    Alessandro deve percepire gli adulti che lo circondano come comprensivi, non giudicanti, e capaci di ascoltarlo.

  • Un’ altra cosa abbastanza semplice da fare è quella di organizzare una routine che dia al bambino un senso di prevedibilità e quindi maggiore sicurezza.
  • Si possono, inoltre, usare molti giochi o storie per aumentare la consapevolezza sulle sue emozioni e insegnargli a gestirle.

Un aiuto che gli do subito è Impatiens, il fiore di Bach, che lavori a livello emotivo sull’ aspetto temperamentale che sicuramente è parte della causa del disagio di Alessandro.

Comprendere le cause ambientali, invece, mi permetterà di intervenire negli incontri successivi, sia utilizzando interventi educativi che fiori per aiutare Alessandro, i genitori e gli insegnanti.

Se Alessandro ti ricorda il tuo bambino e vuoi saperne di piu’ su come aiutarlo, contattami.