Molto spesso mi trovo di fronte a persone che vivono un grande disagio e lo attribuiscono alla relazione di coppia.

A volte queste relazioni sono veramente insoddisfacenti e problematiche.

In altri casi la coppia è arrivata ad avere una crisi evolutiva che richiede una ristrutturazione della relazione: la crescita dei figli, per esempio, fa sentire i membri della coppia spogliati del ruolo genitoriale cui hanno assolto per diversi anni e li “costringe” a ritrovarsi in quanto coppia .

Altre, si è giunti a quel punto della relazione in cui cala l’ entusiasmo iniziale tipico della fase dell’ innamoramento, e i difetti e i limiti dell’ uno e dell’ altro diventano visibili e spesso insopportabili. E, il momento in cui i membri della coppia decidono se esiste un sentimento che permette loro di restare insieme oppure ciò che li univa era una semplice attrazione.

In alcuni casi però la crisi di coppia maschera un disagio personale: il partner rappresenta, per la persona che lamenta la sofferenza, un “fantasma” e gli si attribuisce la colpa di questo disagio interno.

In questi casi la persona che chiede il mio aiuto accusa il partner di non essere comprensivo o empatico. In realtà essa sta proiettando sull’ altro cose che di fatto non lo riguardano.

Per spiegare in modo semplice: si attribuiscono al partner caratteristiche per lo più delle figure primarie.

Il meccanismo con cui questa proiezione avviene è del tutto inconscia e svelarne l’ inganno può portare alla presa di consapevolezza di ciò che sta avvenendo realmente, risolvendo col tempo il disagio personale e la problematica di coppia.