L’ oligoterapia utilizza gli “oligoelementi“, elementi che sono presenti nel nostro organismo in maniera esigua (la radice greca “oligos” significa “poco abbondante“) . Bertrand per primo riconobbe il ruolo estremamente importante che giocano questi elementi, malgrado la loro esigua quantità, sia nei vegetali che negli esseri viventi. Un altro ricercatore Jacques Mènètrier, comprese che questi elementi, somministrati sotto una forma fisico-chimica adeguata, permettono, grazie ad un riequilibrio degli scambi, di migliorare il funzionamento del nostro organismo, sia sul piano fisico che psicologico. Secondo la sua ipotesi, le manifestazioni cliniche funzionali sono conseguenza di una particolare carenza di minerali che provoca blocchi a livello enzimatico o rallentamenti del metabolismo.

Il meccanismo tramite il quale gli oligoelementi agiscono è la “catalisi“.

Non vi è alcuna incompatibilità fra la Terapeutica catalitica e le altre Terapeutiche, alla condizione che :

a) – l’organismo sia ancora in grado di reagire alle Terapeutiche naturali ;

b) – le difese organiche non siano state intaccate da medicinali troppo violenti ed inopportuni .

Possiamo, grossolanamente, dividere la malattie in tre categorie :

1) – Le malattie organiche, gravi, lesionali, che possono mettere in pericolo la vita stessa del malato (es. malattie gravi del cuore, dei reni, del sangue, tumori, etc.) non possono reagire sufficientemente agli oligoelementi.

2) – Le malattie funzionali pure, vale a dire sprovviste di lesioni apparenti, tutte le affezioni che sono più degli stati che vere malattie, ma che rischiano di diventare malattie (per esempio certi affaticamenti, certe affezioni circolatorie, certi nervosismi, etc.) .

3) – I fenomeni patologici misti, caratteristici per la coesistenza di turbe funzionali ed offese organiche (affezioni per questo chiamate organo-funzionali). Questa categoria formata da malati ancora capaci di reagire favorevolmente e di recuperare, con notevoli miglioramenti le capacità socio-professionali normali, costituisce quella che è stata chiamata zona di reversibilità.

Queste ultime due categorie di malattie costituiscono le malattie delle funzioni. C’è dunque, in questi casi, il campo d’ azione degli oligoelementi. Naturalmente nelle prime (con un periodo di somministrazione medio-lungo) si potranno somministrare al paziente solo gli oligoelementi per avere dei risultati, nelle seconde si dovrà associare agli oligoelementi una terapia adeguata (fitoterapia, omeopatia, etc.).

Mènètrier aveva classificato i tipi di malati secondo il loro fattore ereditario, la loro recettività o resistenza a certe malattie, il loro comportamento fisico o psicologico ovvero il terreno, situando i differenti stati patologici nelle Diatesi.

Le diatesi costituiscono la predisposizione a contrarre certe malattie, che coinvolge tutti gli aspetti fisici e psichici del soggetto. Ménétrier classificò in quattro diatesi gli stati individuali di terreno, più una quinta diatesi di disadattamento, suddivisa in due sindromi. Ogni diatesi risponde al trattamento con un oligoelemento o associazione di più oligoelementi

 

diatesi 1 o allergica                                   Manganese  

diatesi 2 o ipostenica                                Manganese, Rame  

diatesi 3 o distonica                                  Manganese, Cobalto 

diatesi 4 o anergica                                   Rame, Oro, Argento 

disadattamento ipofiso-genitale                Zinco, Rame  

disadattamento ipofiso-pancreatico         Zinco, Nichel, Cobalto  

Certe turbe funzionali mettono in gioco solamente uno o più organi o sistemi, sui quali, gli oligoelementi potranno agire in modo specifico. Ecco qui di seguito riportati altri oligoelementi :

Alluminio

Magnesio

Bismuto

Manganese-Rame-Cobalto

Cobalto

Nichel-Cobalto

Fluoro

Potassio

Fosforo

Rame

Iodio

Zinco

Litio

Zolfo